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La ricetta per un design sostenibile

La ricetta per un design sostenibile

Il nostro impegno: produzione responsabile, durabilità e componenti riciclabili

La massificazione della distribuzione che ebbe inizio con la rivoluzione industriale permise l'accesso al mercato di persone appartenenti a classi sociali tradizionalmente meno avvantaggiate. Tuttavia bisognerà arrivare alla fine del XX secolo, con l'arrivo della globalizzazione, per comprendere la vera portata dei processi produttivi.

La produzione industriale si basa su processi di gestione dei materiali simili a quelli artigianali. Gli oggetti vengono creati utilizzando un materiale grezzo che viene modificato fino ad ottenere il prodotto finale. Durante questo processo avanzano materiali, scarti della produzione, che vengono trattati prevalentemente come rifiuti. In questo modo gli scarti di una produzione artigianale, che potevano essere assorbiti dall'ambiente dato il loro esiguo volume, passano ad essere gli scarti di una produzione industriale, un vero problema di portata globale.

Presa di coscienza delle problematiche ambientali

I movimenti ecologisti partiti negli anni '60 del XX secolo sono un processo di presa di coscienza, da parte delle società occidentali, dell'impatto che i processi produttivi generavano sull'ambiente. Questa coscienza sembra aver raggiunto negli ultimi anni un livello di diffusione generale, dichiarando come improcrastinabile la necessità da parte di tutti gli esseri umani di affrontare il problema.

Il consumo responsabile è ormai una questione di base, non un atteggiamento radicale o uno snobismo. E il mondo del design non può essere da meno. Le sue pratiche devono poggiare su due strategie compatibili e convergenti: riciclaggio e produzione responsabile.

Nuove parole d'ordine: riciclaggio e produzione responsabile

Il riciclaggio si basa sul reimpiego dei materiali di scarto della produzione industriale, che siano scarti del processo oppure oggetti il cui ciclo vitale sia finito. Non sono nuove le proposte che utilizzano materiali di scarto per la realizzazione di oggetti di design, tuttavia sembra che stiamo presenziando il momento della loro maturità estetica. Non sono più solo oggetti impegnati, bensì oggetti con un valore estetico e funzionale reale. Plastica di bottiglie, gomma di pneumatici, lattine di bibite... tutto ciò viene lavorato in modo responsabile allo scopo di ottenere un risultato finale di massima qualità.

Nemmeno il concetto di produzione responsabile in sé è nuovo, anche se è nuova la presa di coscienza integrale resa possibile in questo momento. Potremmo dire che una produzione responsabile è quella produzione che si basa sulla tradizionale produzione di qualità e che ha sempre stabilito dei livelli estetici e funzionali elevati, il che permette agli oggetti di prolungare al massimo la loro vita utile, minimizzando in questo modo il consumo. Sebbene risulti ovvio che la disponibilità economica e l'inesorabilità dei bisogni stabiliscano dei limiti per la selezione degli acquisti, è vero che si può educare la gente al consumo, in modo da stabilire un livello di necessità superiore rispetto all'oggetto da comprare.

Le soluzioni di Vistosi

Il punto di incontro tra entrambe le posizioni si stabilirebbe con la presa di coscienza della necessità di chiudere il ciclo dei materiali. In altre parole, il posizionamento produttivo dovrà tener conto della disponibilità e dell'impatto dell'estrazione dei materiali da usare, il loro utilizzo nella fase produttiva, compresi i residui generati, il design e la durevolezza dell'oggetto fabbricato, in modo che la sua vita utile sia la massima possibile, e il successivo riciclaggio di tutti gli elementi che lo compongono, in modo che possa rientrare interamente nel sistema produttivo.

Queste sono anche le premesse dell'identità Vistosi: produzione locale, design atemporale, durevolezza estrema dei materiali, scelta di materiali riciclabili al 100% (vetro, acciaio e rame), minimizzazione dell'utilizzo di plastica, sviluppo di versioni a basso consumo (fluorescente, LED, ecc.)


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