Chiesa Utrecht

Cercare di conoscere degli spazi attraverso immagini provenienti da pubblicazioni significa avvicinarsi a loro in modo incompleto. Le immagini possono trasmettere i concetti più evidenti di uno spazio, ma c'è bisogno di un livello speciale di attenzione per cercare di scoprire gli aspetti più sottili che possono arrivare a definirlo. Questa attenzione è particolarmente necessaria quando si tratta di due concetti essenziali: la luce e il passare del tempo.

Il lavoro del marchio Zecc è caratterizzato dalla ricerca di spazi chiari, funzionali e sostenibili. Nei loro lavori di ristrutturazione è facile individuare un interesse forte per la valorizzazione di materiali con una storia e uno studio cromatico delle superfici di delimitazione, il che contribuisce a creare una gradevole sensazione di ospitalità.

Un esempio illustrativo della riflessione iniziale lo si può trovare in uno dei loro progetti, la riconversione in abitazione di una chiesa di Utrecht, progetto nominato al Dutch Design Award del 2008, nel quale un primo approccio superficiale alle immagini potrebbe mostrare un'idea diversa di alcuni dei principi indicati.

Da apparente minimalismo estetico a poetica funzionale: il potere della luce naturale

Le immagini che raffigurano il primo piano, nel quale si mantiene l'organo della chiesa e si dispone un pavimento in legno, e quelle della stanza da letto-bagno, caratterizzata da un fondo scuro che rimanda al sogno e alla sensualità, si avvicinano al modo di fare caratteristico degli architetti di Zecc.

Tuttavia, le fotografie generali e quelle del piano terra, quelle più caratteristiche, trasmettono una serie di immagini di uno spazio formato da pavimento, pareti e soffitto assolutamente bianchi. Un luogo il cui l'aspetto iniziale può sembrare un tanto freddo e poco accogliente, e nel quale i materiali come il legno del soffitto non mostrano la loro essenza nelle finiture, il che non è abituale nel lavoro di questi architetti olandesi. Si potrebbe concludere che ci si trova davanti a uno spazio minimalista e sofisticato nelle intenzioni, ma carente di poetica.

Un'osservazione attenta, invece, permette di smentire tale conclusione e di scoprire un approccio sottile e delicato al trattamento della luce. Osservando con attenzione si nota che le pareti bianche sono quelle che ospitano le vetrate colorate o che ne ricevono i riflessi. Il colore bianco è quello che permette che si manifestino con maggiore evidenza. Le vetrate acquistano così il maggior contrasto cromatico possibile e i loro riflessi si muovono in modo nitido attraverso il pavimento continuo, mostrando con la loro posizione il movimento del sole e lo scorrere delle ore.

La scelta del bianco come sfondo per i piani che ricevono la luce filtrata dalle vetrate non è l'unica decisione relativa alla luce. La disposizione di certe funzioni, il loro orientamento, vengono fatti per cercare quella luce. In questo modo l'apparente minimalismo estetico si mostra come una posizione poetica e allo stesso tempo funzionale, e quindi strutturale.

Illuminazione funzionale nascosta per cedere il posto a quella decorativa

La stessa sensibilità nei confronti della luce e dei riflessi utilizzata per l'illuminazione naturale è stata impiegata per l'illuminazione artificiale, sia funzionale che decorativa. L'illuminazione funzionale rimane nascosta e cede tutto il protagonismo a quella decorativa. Nello spazio principale si dispone una versione in sospensione del sistema Giogali di Vistosi, design di Angelo Mangiarotti, discretamente integrata sul fondo bianco e ben collocata all'altezza delle vetrate, in modo tale che i ganci di vetro di Murano partecipino al riverbero della luce.

Si ha così la prova del fatto che l'apparenza di uno spazio possa trasmettere dei concetti reali dello stesso o, come in questo caso, una falsa impressione di freddezza. Si può verificare la presenza di una sensibilità nei confronti di uno stile di vita, edonista e raffinato, in uno spazio ordinato e pulito, ma è necessario osservare con attenzione per verificare l'esistenza di qualcosa in più: uno spazio che comprende elementi poetici che sicuramente verranno potenziati nel momento in cui gli abitanti della casa la riempiano di libri, piante... vita.

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