• Nel blu dipinto di… Chrome

Nel blu dipinto di… Chrome

Siete mai capitati ad uno spettacolo, in cui gli spettatori, per salutare gli attori o travolti dall'emozione di una canzone, accendono gli schermi dei propri cellulari, trasformando il pubblico in un mare di stelle? E se lo stesso mezzo fosse utilizzato per creare, invece, una scultura? Bene, questa è stata l'idea che ha unito gli artisti Janet Echelman, per la scultura, e Aaron Koblin, Direttore Creativo del Data Arts Team, nel Creative Lab di Google, per l'installazione interattiva.

L'idea di Unnumbered Sparks a Vancouver

Per il 30° anniversario della TED Conference, i due artisti hanno collaborato per realizzare una scultura aerea, lunga 227 metri, tra due palazzi di Vancouver, in Canada, dal 15 al 22 Marzo 2014.

Non è però la dimensione l'elemento più notevole di quest'opera, bensì i diversi modi in cui si presenta, a seconda del momento della giornata. Di giorno, infatti, i più di 233km di fibra ottica diventano un tutt'uno con il cielo.

Di notte, invece, si svela il nome dell'installazione: Skies painted with unnumbered sparks, "Cieli dipinti con innumerevoli scintille", prodotte dall'interazione tra la fibra intrecciata e i movimenti eseguiti dai passanti sui propri cellulari. E un piccolo movimento si traduce in una scia luminosa su questa immensa tela sospesa a mezz'aria.

Ma com'è possibile tutto ciò?

Le ultime tecnologie web per un'opera d'arte interattiva

Aaron Koblin ha fatto di questa tela una finestra di Google Chrome di più di 10 milioni di pixel e a realizzarne l'interattività sono state alcune delle più recenti tecnologie web, in grado di stabilire la connessione con la scultura, la rapida riproduzione dei movimenti su di essa e la diffusione di suoni sul dispositivo mobile. Ancora una volta, quindi, arte e tecnologia non sono, in fondo, poi tanto distanti.

Come rivela Janet Echelman stessa, infatti, "i cieli sono dipinti con innumerevoli scintille" è una citazione dal Giulio Cesare di Shakespeare, con cui il dittatore si riferisce a tutti gli uomini. Che diventano, quindi, protagonisti dell'opera perché, spiega la Echelman, "ognuno di noi è una di quelle stelle - quelle scintille -, ed è capace di dipingere i cieli".

Foto: © Ema Peter per Studio Echelman
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