• Retrospettiva Mangiarotti

Retrospettiva Mangiarotti

La nota galleria d'arte Carla Sozzani di Milano ospita dal 6 al 28 aprile una retrospettiva sui sessant'anni di traiettoria professionale di Angelo Mangiarotti (1921-2012), esponendo un'interessante selezione di disegni, modelli, oggetti e registrazioni concesse dallo Studio Mangiarotti di Milano.

L'esposizione è concepita su vari livelli: in primo luogo si può ammirare una banda continua di immagini (disegni e fotografie) che percorre le pareti della galleria all'altezza degli occhi e che è composta da quattro livelli, ciascuno relativo ai diversi settori di attività di Mangiarotti: scultura, architettura, design e interior design. Ciascuno di questi livelli presenta le diverse proposte dell'autore in modo cronologico, permettendo in questo modo allo spettatore di analizzare l'evoluzione dei suoi progetti e l'interazione tra i suoi diversi ambiti di attività.

La grandezza ristretta di questa banda e il fatto di essere limitata alle pareti permettono una libera disposizione degli oggetti (modelli e oggetti finiti) nello spazio luminoso e neutro della galleria. Gli oggetti di piccole e medie dimensioni e i modelli sono disposti a ridosso delle pareti, in teche neutre che ne permettono un'adeguata osservazione. Gli oggetti di maggiori dimensioni (mobili, sculture, lampade) occupano gli spazi centrali, in modo tale che la loro presenza possa essere apprezzata in uno spazio più ampio. C'è inoltre una zona appositamente adibita alla proiezione di video.

Sintesi efficace di una lunga carriera

La mostra apporta un'interessante e ben concepita visione di insieme del lavoro di Mangiarotti, il che permette di verificare fino a che punto sfruttasse ognuno dei settori in cui operava. Si può osservare come le premesse, vicine al rigore funzionale, provenienti dall'architettura venissero combinate con esperienze più libere e di analisi formale esplorate attraverso la scultura, per poi essere inserite nel design in un modo personale e caratteristico: impiego funzionale, sincerità espressiva della materia e dinamismo formale.

Riassumere sessant'anni di lavoro rappresenta sempre un rischio, e cioè quello di lasciare fuori elementi di interesse di una lunga carriera. Tuttavia, in questo caso ci troviamo di fronte ad un approccio curato ed efficace che trasmette gran parte dell'essenza del processo di ricerca della correttezza in tutte le sue dimensioni, quella correttezza che, nelle parole del maestro Mangiarotti, porta alla felicità.

 

 

 

 

 

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