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Vedere attraverso il Plexiglas: Angelo Mangiarotti

Vedere attraverso il Plexiglas: Angelo Mangiarotti

Vedere attraverso il Plexiglas: Angelo Mangiarotti

La mostra che guardava attraverso le Trasparenze in equilibrio si è appena conclusa, presso la Galleria Scacchi Giovanni. Il suo scopo? Svelare opere edite ed inedite di Angelo Mangiarotti in una veste tutta nuova: il polimetilmetacrilato. Per gli amici, plexiglas.

Quando il design è in plastica: la Galleria

Tutto ebbe inizio nel 1933, in Germania, quando il chimico Otto Röhm si presentò all'ufficio brevetti per depositare il nome Plexiglas. Già il nome ne rivela le proprietà: plexus è la parola latina per "intrecciato", scelta da Röhm per via della disposizione dei polimeri nella sua struttura chimica; Glas, invece, significa "vetro" in tedesco.

Il plexiglas è, infatti, una materia resistente come la plastica, ma trasparente anche più del vetro e, rispetto a quest'ultimo, ha il vantaggio di avere diversi gradi di infrangibilità. Ed è in virtù di queste caratteristiche che Enrico Scacchi, negli anni '70, lo importa in Italia e inizia ad utilizzarlo a livello industriale. Continuando a costruire su questa base, il figlio Giovanni approfondisce la ricerca sulle proprietà del materiale, estendendone l'uso dalla tecnica all'estetica, "così che sperimentazione, progettazione e realizzazione si fondono per dare vita alle 'nuove trasparenze metacriliche'".

Apre così, nel 2003, Metea, azienda che produce oggetti in metacrilato e, negli ultimi anni, ha unito le proprie forze a quelle di designer e artisti contemporanei per dare forma a prodotti che, essendo resistenti, trasparenti e versatili, sono allo stesso tempo moderni e classici. E sono queste le fondamenta su cui sorge la Galleria Scacchi Giovanni, dove queste creazioni sono esposte e vendute e dove, il 6 Febbraio, è stata inaugurata la mostra Plexiglas: Trasparenze in equilibrio.

L'idea della mostra

Collaborando con Trust - Fondazione Angelo Mangiarotti e con la professoressa Anna Mangiarotti, è nata l'idea di dare a 10 opere di Angelo Mangiarotti una nuova luce: quella che attraversa il plexiglas e che dona ai suoi lavori un aspetto inedito.

Come ha scritto Francois Burkhardt, Mangiarotti si distingue per la capacità di tracciare il design di un prodotto considerando, prima di tutto, la sua funzione e, ovviamente, il materiale.

La trasformazione del tipo di materiale, da quello originale, solido, all'acrilico trasparente è dunque avvenuta nel rispetto dei disegni tracciati da Mangiarotti in persona, nulla togliendo all'equilibrio tra design e materiale, ma donando invece dei riflessi e una luminosità diversi. Una mostra che, quindi, attraverso la trasparenza del plexiglas lascia scoprire nuove luci.