• Luce in movimento

Luce in movimento

L'approccio artigianale al disegno di elementi di illuminazione decorativa parte dallo studio delle materie prime (vetro, acciaio, legno...) e degli elementi (piedi di appoggio, cavi, paralumi...) con i quali gli si dà forma. La raffinazione nel tempo di tecniche e materiali, unita alla parallela evoluzione dei criteri estetici e funzionali, è alla base di quasi tutti gli elementi di illuminazione che ci circondano.

In essi possiamo trovare due caratteristiche: sono essenzialmente statici, e la materia di cui sono fatti si presenta in una forma definita, più o meno variabile a seconda dei due stati di utilizzo, con luce o senza luce. Naturalmente, nel definirli "statici" non si tengono in considerazione solamente le lampade fisse da appoggio, da parete o pendenti, ma anche i modelli di lampade regolabili, pieghevoli, o flessibili, il cui movimento si limita ad adattare la loro forma in maniera precisa. Inoltre, si dà per inteso che, il fatto che la presenza della luce possa modificare le forme dell'elemento di illuminazione, non le altera in maniera significativa.

È partendo da queste premesse, o in dialogo con esse, che vanno collocate alcune delle opere degli artisti plastici della modernità. Dai primi lavori sviluppati nella Bauhaus, fino alle recenti installazioni di Olafur Eliasson, un'ampia serie di artisti ha esplorato la relazione tra luce e forma, espandendo le proprie potenzialità mediante l'inclusione di un concetto ulteriore: il movimento.

In questo contesto rientrano i diversi pezzi della serie Thixotropes, dello studio Troika, un gruppo diretto da tre giovani artisti, Eva Rucki, Conny Freyer e Sebastien Noel, con sede a Londra.

Luce in rotazione per Thixotropes

Le opere di Thixotropes sono caratterizzate da strutture con una geometria semplice e assiale, basata su linee. Sui profili esterni di queste forme leggere aderiscono delle barre di LED che forniscono luce al pezzo, e sul suo asse centrale è incorporato un motore che lo fa girare.

Il risultato è un'installazione che da spenta appare come una struttura snella, quasi senza presenza, ma che una volta accesa genera, grazie alla sua rotazione, una forma luminosa dotata di volume a solidità, completamente diversa da quella del suo stato precedente. Applicando questo principio a pezzi di grandezza diversa, si possono creare varianti adattabili a diversi spazi, con caratteristiche e scale differenti.

Questo tipo di approccio non solo mette insieme - in modo interessante - luce e movimento, ma suggerisce un uso alternativo delle barre di LED, in modo che la loro forma non condizioni quella del lampadario. Il tempo chiarirà se siamo in presenza di un apporto utile all'illuminazione decorativa, per il momento godiamoci il suo lato ludico e ipnotizzante.

 

'Thixotropes', Troika, 2011 from Troika on Vimeo.

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