• Il 'piccolo sole' che illumina la notte

Il 'piccolo sole' che illumina la notte

È ormai un gesto automatico: cala il sole, e la mano scatta verso l'interruttore. Tanto frequente, semplice e naturale è quest'azione, quanto difficile è rendersi conto della necessità di ciò che quell'interruttore attiva: la luce artificiale. Non è affatto scontata, invece, per quell'1,3 miliardi di persone che, nel mondo, non ha accesso alla rete elettrica e per l'ulteriore miliardo le cui reti elettriche sono inaffidabili: per queste persone, l'alternativa all'elettricità è rappresentata dalle lampade a cherosene, che potrebbero da oggi avere vita breve. Grazie al contributo del design.

I rischi per chi non ha accesso alla rete elettrica

Molti gli svantaggi di questi tipi di illuminazione: i danni alla salute, rappresentati dalle quotidiane inalazioni tossiche dei vapori di cherosene, il rischio di incendi e ustioni e l'alto tasso di emissione di anidride carbonica. La soluzione, proposta da molti ingegneri e consulenti ambientali negli ultimi anni, di sfruttare una luce gratuita, quella solare, ha già dato alcuni frutti, sorti dal ramo comune dell'iniziativa ONU per ottenere un accesso universale ai moderni servizi energetici entro il 2030.

Arte utile: il business sociale di Little Sun

È possibile trovare un punto d'incontro tra coscienza ambientale e design, dal quale sviluppare prodotti che siano allo stesso tempo utili, attraenti e accessibili. Lo hanno dimostrato l'artista Olafur Eliasson e l'ingegnere Frederik Ottesen, dalla cui collaborazione è nato Little Sun, un "piccolo sole" che potrà illuminare le notti delle comunità escluse dalla rete elettrica. Il pannello solare posto sul retro della lampada a forma di sole raccoglie, infatti, l'energia necessaria a illuminare il led: 5 ore di luce solare equivalgono ad un'intera serata di illuminazione, garantita da una batteria della durata di 3 anni.

Una lampada, quindi, pensata per il risparmio energetico, ma anche per essere funzionale: delle dimensioni di una mano, si adatta facilmente ad essere appesa ad un muro, impiegata come lampada da tavolo, oppure come fanale per una bicicletta. Nella sua versatilità e nel design accattivante, infatti, si cela il segreto del successo di lampade di questo tipo anche nelle aree dotate di elettricità: la peculiarità del loro aspetto e la sensibilità ambientale che dimostrano attirano l'interesse di un pubblico sempre più cosciente delle problematiche legate alla tutela dell'ambiente.

Presentato per la prima volta nel 2012 al Tate Modern di Londra e, pochi mesi più tardi, alla Biennale Architettura di Venezia, Little Sun si pone come obiettivo il miglioramento delle condizioni di studio, della possibilità di creare aggregazione e l'apertura di nuove occasioni di guadagno per attività che possono prolungare il proprio orario di apertura. Perché, come afferma l'artista dano-islandese, noto per installazioni quali il Weather Project e la facciata dell'Harpa, la Sala Concerti e Centro conferenze di Reykjavik, la luce è di tutti.

 

Little Sun in 2 Minutes from Little Sun on Vimeo.

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