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Tagliente come l’acqua

Tagliente come l’acqua: tutti i vantaggi del taglio waterjet

Strumento sempre più popolare per tagliare uno sbalorditivo numero di materiali, il taglio ad acqua nasce negli anni Trenta per tagliare la carta, ma il suo sviluppo non si ferma qui. Grazie al genio di Billie Schwacha della North American Aviation, nel 1958 il taglio a idrogetto diventa ad alta pressione e comincia a tagliare anche materiali rigidi. Vetro di Murano compreso.

Le potenzialità del taglio a idrogetto

È questo, a grandi linee, il funzionamento di un waterjet cutter, ossia dello strumento che può operare il taglio a getto d'acqua. Si aprono così nuovi orizzonti nella lavorazione di plastica, metalli, pietra, pelle e innumerevoli altri materiali, che non possono essere tagliati o sarebbero gravemente danneggiati da un taglio al laser, che surriscalda il materiale e ne altera le proprietà.

Il vantaggio maggiore del taglio waterjet, però, è la sua precisione, che arriva al decimo di millimetro. Poter tagliare con tale accuratezza spessori fino a 25 cm di svariati materiali ad un costo contenuto, in modo sicuro ed ecologico significa rivoluzionare anche il mondo del design del vetro di Murano.

La tecnologia che innova la tradizione del vetro di Murano

Il taglio ad acqua, infatti, spalanca una finestra di alternative inedite per i designer, che ottengono la possibilità di progettare forme e volumi prima altrimenti irrealizzabili. In parole povere, cosa significa?

Osservate le lampade in vetro di Murano o qualsiasi oggetto, antico o moderno, in questo materiale: nessuno di essi presenta tagli ampi. Facile immaginare perché: il vetro è un materiale rigido, quindi fragile, perciò ricavare un taglio molto ampio sulla sua superficie è fuori discussione; andrebbe in mille pezzi.

Bene, la tecnica waterjet risolve questo fastidioso problema. Ed è proprio grazie ad esso che è stata resa possibile la creazione della prima lampada di Vistosi con questo tipo di taglio: Ferea. Permettendo così al suo designer, Emmanuel Babled, di sfruttare al massimo la capacità illuminante del vetro. Un altro esempio sarebbe Dos, disegnata da Roberto Maci.

Questo tipo di innovazione s'inserisce quindi appieno nella volontà di Vistosi di compiere un passo oltre la tradizione del vetro di Murano. No, non per dimenticarla: per esaltare ulteriormente il vetro e le sue proprietà, aggiungendo agli strumenti tradizionali i più moderni frutti dell'ingegneria. Per unire, quindi, classico e tecnologia in una creazione che, come i nani sulle spalle dei giganti, guarda oltre.

TAGS: murano-glass

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